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giocattoli-rotti-chiara-luceL'infanzia scorre spensierata e serena. Chiara era quella che si dice "una bambina d'oro",quella che ogni mamma vorrebbe avere: faceva pochi capricci, dormiva senza problemi e, se si svegliava, giocava da sola con i suoi primi giocattoli. Maria Teresa si ammalò proprio in quei primi giorni di una presunta flebite che la costrinse a letto per tre mesi; ma, pur aiutata dalla sorella, non delegò a nessuno il compito delicato della primissima educazione della figlia.

chiara luce pagine

Per accudire la piccola aveva lasciato il proprio impiego: «Da sempre lavoravo nelle fabbriche di amaretti - dice - e temevo di patire la noia della casalinga, attiva com'ero. Ma ben presto dovetti ricredermi: capii l'importanza di restare costantemente accanto ai propri figli, non tanto parlando, ma "essendo" madre, cioè amando. Questa era la sola eredità che avrei potuto lasciarle: insegnarle ad amare».

Non esitò a portarla in chiesa, «perché si abituasse»; e, anche se ancora non era nella cosiddetta età della ragione, Maria Teresa le sussurrava all'orecchio la storia sacra di Gesù e Maria. E la bimba ascoltava senza disturbare gli astanti, avvolta nella sua tutina rosa, perché era inverno e la neve era alta più del solito. Chiara manifestò sin dai primi anni un carattere generoso: in un compito di prima elementare, scrivendo a Gesù Bambino, non chiedeva giocattoli, ma semplicemente di «far guarire nonna Gilda e tutte le persone che non stanno bene». Si dimostrava conciliante, anche se sapeva bene il fatto suo. E quando capitava che si incrinasse l'accordo coi genitori, lo screzio non durava che lo spazio di pochi istanti. Si raccontano di lei cose significative. Un giorno, ad esempio, la mamma le propose di aiutarla a sparecchiare la tavola. «No, non mi va», rispose Chiara incrociando le braccia.

E si diresse verso la sua cameretta. Ma non vi giunse nemmeno, perché nel giro di pochi secondi tornò sui suoi passi e disse: «Com'è quella storia del vangelo, di quel padre che aveva detto ai figli di recarsi nella vigna, e uno aveva detto di sì e non c'era andato, mentre l'altro aveva detto di no e poi ci era andato? Mamma, mettimi il grembiulino». E si mise a sparecchiare. Un altro episodio. Un giorno la mamma, vedendo come nella stanzetta della bambina ci fossero troppi giocattoli, la invitò a darne qualcuno per i bambini poveri. Lei rispose di no, che erano suoi. La mamma allora si allontanò. Poi udì un brusio. Si avvicinò alla porta della stanzetta e scorse Chiara che separava i giocattoli: «Questo sì, questo no ... ». Poi le spiegò i criteri di quella divisione: «Non posso mica dare i giocattoli rotti ai bambini che non ne hanno».

 

 

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