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nov 2017

 

Programma di novembre 2017

CARISSIMI, eccoci a Novembre

“NON AMIAMO A PAROLE MA CON I FATTI”


Il 13 giugno è stato presentato il messaggio di Papa Francesco
dal forte titolo “Non amiamo a parole ma con i fatti” con cui ha istituito
la GIORNATA MONDIALE DEI POVERI che quest’anno sarà il 19 novembre.
Ora “come i cristiani dei primi secoli”

CARISSIMI, buon mese di Novembre sempre avanti nel Santo Viaggio. Ci lasciamo guidare da Papa Francesco che per questo mese ci ha fatto un dono ‘meraviglioso’ e ci chiede di accoglierlo e viverlo personalmente e comunitariamente.
Il 13 giugno è stato presentato un suo messaggio dal forte titolo “Non amiamo a parole ma con i fatti” con cui ha istituito la GIORNATA MONDIALE DEI POVERI che quest’anno sarà il 19 novembre, “perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi. Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza.”

Forte è il richiamo alla condivisione come stile di vita, con i fatti, non solo a parole. E’ il richiamo ad agire come i primi cristiani.
“Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera,


il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo Vescovo Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità»

ORA “COME I CRISTIANI DEI PRIMI SECOLI” possiamo rispondere all’appello di Papa Francesco.
“Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre, XXXIII domenica del Tempo Ordinario, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. … In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo.”
Possiamo essere risposta concreta all’appello del Papa?
Concretamente alcune proposte:
- Ogni famiglia, la comunità parrocchiale, ogni gruppo pastorale . . . può impegnarsi a trovare una famiglia, una persona anziana sola o in difficoltà, un profugo in cerca di aiuto,.. da “sostenere” o meglio da “amare” nelle forme e nei modi che ritiene più idonei.
- Condividere cibo, migliorare l’impegno CARITAS, contribuire a creare una rete tra Caritas e supermercati che hanno cibo in avanzo, proporsi per raccolte alimentari.
- Fare l’esperienza del FAGOTTO: prendere un qualcosa di utile tra le tante che abbiamo e donarlo . . . prendere un dono nuovo e ...
ecco condividere ogni bene e necessità che possa essere utile.
Sono proposte, sarà l’amore al fratello e la Sapienza dello Spirito Santo a illuminarci e dare spazio a tutta la creatività che il Santo tra noi ci fa inventare.

Sarà bello, necessario e opportuno aiutarci a raccogliere proposte da parte di tutti come risposta comune all’appello di Papa Francesco. Allora tutti promotori e primi testimoni e custodi di questa importante iniziativa.
CARISSIMI,
non possiamo perdere tempo per non perdere la sfida a “uscire dall’indifferenza, dalle certezze e comodità che spesso sono i luoghi privilegiati di una cultura benestante, per riconoscere che la povertà costituisce anche un valore con cui confrontarsi. I cristiani, infatti, sanno che la povertà è anche una vocazione a seguire Gesù povero”.
“Questa nuova Giornata Mondiale, pertanto, diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo.”
Con Papa Francesco viviamo questa giornata che ci riporta
All’esperienza della prima comunità ecclesiale.
* * *
Stralci dal messaggio per la giornata mondiale dei poveri del 19/11/ 2017:

5. Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!
Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società. .
Benedette, pertanto, le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio. .
Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione.

 

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