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febbraio mese di vita

 

 

 

 Programma mensile  Riflessioni mensili 
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PARROCCHIA S. MARCELLINO - LAUSDOMINI
* * * FEBBRAIO 2019
AMORE SORRIDENTE
Fai dell’amore lo scopo della tua vita e scopri che l’amore è sempre sorridente
Chi spende la vita per amore diventa missionario della gioia


Carissimi, amore gentile… grato…veniente e sempre atteso…accogliente… amore sorridente…
“La frenesia del vivere moderno, eresia dell’azione, non aiuta ad assaporare la gioia di vivere. La corsa nell’inseguire tra guardi effimeri e bugiardi serve solo a smorzare gli entusiasmi, ad intossicare lo spirito, a tarpare le ali alla speranza e non far respirare all’anima l’aria salubre del benessere spirituale che è il miele della vita.
C’è una competizione che dobbiamo affrontare, un combattimento che dobbiamo ingaggiare contro il nostro io che tenta di arrogarsi il diritto
di sostituirsi a Dio.
La superbia è il tarlo roditore che rosicchia e demolisce quanto di bello, di grande, di interessan- te in cambio di miseri attimi di presunta felicità, servendosi dell’osannato bisogno di fare, di correre per realizzare qualcosa che il mondo fa apparire necessario e indispensabile per vivere felici ed essere qualcuno che conta nella società.
- Chi non ama non vive, vegeta,
- Chi non ama non gode, soffre,
- Chi non ama non spera, dispera,
- Chi non ama non edifica, distrugge,
- Chi non ama non guadagna, perde,
- Chi non ama non vola, striscia,
- Chi non ama non sorride, è triste,
- Chi non ama non ascolta, è sordo,
- Chi non ama non si accompagna, è solo,
- Chi non ama non realizza, è povero.
* Ogni giorno ci capita di incontrare tante persone, riflettiamo abbastanza sul fatto che ogni incontro è un dono e in ogni incontro, per essere vero non ridursi a una farsa, deve avvenire uno scambio di doni?
* Ci ricordiamo che dobbiamo mettere nella nostra sacca il dono del sorriso, di un abbraccio, della compassione, della condivisione, del sostegno?
Saremo gli apostoli dell’amore sorridente quando decideremo di iniziare ad amare sul serio, a vivere per gli altri.
- Amare è sognare, / * Amare è donare,
- Amare è servire, / * Amare è realizzare,
- Amare è scommetterci, / * Amare è rischiare,
- Amare è lottare, / * Amare è volere,
- Amare è spenderci, / Amare è vivere.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
L vita è vita, difendila. (Madre Teresa)
Fai dell’amore lo scopo della tua vita e scopri
che l’amore è sempre sorridente.
Sboccia il sorriso sulle tue labbra quando sorridi alla vita.
* Sorridi alla vita quando ti fai carico delle
gioie e dei dolori, delle fatiche e delle
speranze dei fratelli.
* Sorridi alla vita quando il tuo cuore
trabocca di amore.
* Sorridi alla vita quando ricambi l’offesa
con un sorriso.
* Sorridi alla vita quando non ti stanchi
di perdonare chi ti ha offeso.
“Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6).
Gesù è la vita, Gesù è la fonte della gioia.
Fortunati noi se, mettendoci alla sua sequela, riusciamo a vivere la vita buona del Vangelo
dove amare è vivere, donare è arricchirci,
perdere è guadagnare, scegliere di stare agli ultimi posti è conquistarci il Paradiso,
usare misericordia è fornirci il lascia passare per il cielo, perdonare è dare il là all’abbraccio di Dio.
Chi spende la vita per amore diventa missionario della gioia.
“La gioia è assai contagiosa. Cercate, perciò,
di essere sempre traboccanti di gioia dovunque andiate” (Madre Teresa).
La gioia come tensione ideale dell’uomo è
nel suo DNA; Dio ci ha creati per vivere
nella gioia e non nella tristezza. (continua a pag. 4)
( Amore sorridente… continua da pag. 4)

La meta ultima della vita è il Paradiso; “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed Egli sarà il ‘Dio con – loro’. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, ne lamento, ne affanno perché le cose di prima sono passate” (Ap 21,3 – 4).
La gioia di chi ha incontrato Gesù
nella propria vita e si è innamorato di Lui
non è una gioia assente di problemi, è la gioia profonda che scaturisce dall’incontro con Cristo e rende capaci di vivere nella gioia nonostante le avversità della vita.
Le beatitudini sono la declinazione dell’amore,
il modo stupendo per vivere il precetto dell’amore.
Fare delle beatitudini il galateo del nostro vivere”.
(Cfr Ed. Vaticana, F.MICCICHé, Declina l’amore, pp. 99-104)

DONACI, SIGNORE, PER ESSERE MISSIONARI DELLA GIOIA AMORE SORRIDENTE.

“È VITA, È FUTURO”
41ª Giornata per la vita 2019

Germoglia la Speranza
“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva
di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. È vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: “Facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno
da parte un buon capitale per il futuro,
per acquistarsi la vita vera” (1Tim 6, 18-19).


Vita che “ringiovanisce”

Gli anziani, che arricchiscono questo nostro Paese, sono la memoria del popolo. Dalla singola cellula all’intera composizione fisica del corpo, dai pensieri, dalle emozioni e dalle relazioni alla vita spirituale, non vi è dimensione dell’esistenza che non si trasformi nel tempo, “ringiovanendosi” anche nella maturità e nell’anzianità, quando non si spegne l’entusiasmo di essere in questo mondo. Accogliere, servire, promuovere la vita umana e custodire la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti. Proprio lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti – geologici e dell’anima – che il nostro Paese attraversa.
Generazioni solidali
Costruiamo oggi, pertanto, una solidale «alleanza tra le generazioni», come ci ricorda con insistenza papa Francesco. Così si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. «Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita - con i piedi ben piantati sulla terra - e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide», antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista che, «non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire». Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese.

L’abbraccio alla vita fragile genera futuro
Per aprire il futuro siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale. Nello stesso tempo ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione, con il rispetto dovuto a ogni essere umano quando si presenta fragile. Non vanno poi dimenticati i rischi causati dall’indifferenza, dagli attentati all’integrità e alla salute della "casa comune", che è il nostro pianeta.
La vera ecologia è sempre integrale e custodisce
la vita sin dai primi istanti.
La vita fragile si genera in un abbraccio: «La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo». Alla «piaga dell’aborto» – che «non è un male minore, è un crimine» – si aggiunge il dolore per le donne,
gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di «respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze».
Incoraggiamo quindi la comunità cristiana e la società civile ad accogliere, custodire e promuovere la vita umana dal concepimento al suo naturale termine.
Il futuro inizia oggi: è un investimento nel presente, con la certezza che «la vita è sempre un bene»,
per noi e per i nostri figli. Per tutti. È un bene desiderabile e conseguibile. (Messaggio CEI)

 

 

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