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PARROCCHIA S. MARCELLINO - LAUSDOMINI
* * * APRILE 2019
A M O R E O T T I M I S T A . .

• Insegna che la fede non è un sonnifero, il credente non è un alieno che sfugge ai problemi che gli si presentano.
• Dà all’’uomo di fede una marcia in più per affrontare le sfide della vita.
• È, se si vuole essere discepoli di Gesù, contemplare la CROCE, rinunciare a se stessi, caricarsi della propria croce, amare , usare misericordia, donare il perdono.
• È il ‘SI’ a Dio che fa di noi dei veri figli suoi, dei veri discepoli di Gesù e veri templi dello Spirito Santo. È Vita!
* * *


CARISSIMI, continua la nostra riflessione sul tema dell’Amore che Gesù ci ha consegnato quando lavò i piedi ai suoi apostoli: “questo vi comando: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”.
In questo mese, celebrando la Settimana santa,
il Triduo pasquale e la Pasqua . . ., la nostra scelta è puntare a un AMORE OTTIMISTA, libero, sereno, primaverile, gioioso … come quello di Gesù in Croce radicale, paradisiaco, fedele, materno,e ricco di speranza. . . VIVO.
Certo questo desiderio si scontra con tutti i problemi che la vita pone. È vero , scopriamo ogni giorno
la nostra fragilità, quanto siamo poveri ed indifesi
di fronte al male che intralcia il nostro cammino. Alcune domande sorgono spontanee:
• La vita dell’uomo sulla terra è un vagare senza meta?
• L’uomo è vittima di un destino cieco, beffardo e
crudele?
• Oppure tutto quello che incontriamo sul nostro
cammino terreno rientra in un progetto di Dio
che ci sovrasta e ci vede protagonisti con Dio
della nostra storia personale?
CARISSIMI, è vero che: “Chi ha creato noi senza di noi, non salva noi senza di noi”.
Ecco venirci incontro la fede, risorsa indispensabile che fa carburare e camminare sicuri sulle strade del mondo. La fede non è un sonnifero , il credente non è un alieno che sfugge ai problemi che gli si presentano. È facile bollare il credente come un illuso, un extraterrestre
che mal si adatta a vivere in questo mondo.
Ma l’uomo di fede ha una marcia in più per affrontare le sfide della vita , non gli manca l’intelligenza
per capire le problematiche che agitano il mare
del mondo, ci sta dentro, le vive.
(GESÙ IN CROCE GRIDA: ‘HO SETE ’ Gv 19,28)
L’uomo di fede cerca con tutte le sue forze e con la grazia di Dio di non lasciarsi travolgere, di non affondare tragicamente nella disperazione più nera
(Uno dei malfattori lo insultava : ‘non sei tu
il Cristo? Salva te stesso e anche noi!’ Lc 43,39).
La vita riserva sorprese a volte positive, altre volte negative, la vita è gioia e dolori, è volo fantastico nei cieli di Dio ed è cammino faticoso su strade insidiose, impervie ed in salita. Credere nella vita è condizione indispensabile per viverla e non subirla, per goderla e non supportarla , per dare un senso ai giorni, alle ore
che si susseguono e le danno sapore e gusto.
Gravissima patologia dell’anima è la tiepidezza,
definita osteoporosi dell’anima, che impedisce
di camminare con la schiena dritta, toglie
l’entusiasmo , costringe a strisciare terra terra.
(L’altro diceva: ‘GESÙ, RICORDATI DI ME QUANDO ENTRERAI NEL TUO REGNO . . . IN VERITÀ TI DICO,
OGGI SARAI CON ME NEL PARADISO’ Lc 23,42-43).
Il libro dell’Apocalisse bolla con parole forti, messe
in bocca a Dio, coloro che vivono e si crogiolano
nella tiepidezza: “io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo! Così, poiché sei tiepido e non sei
né freddo né caldo io sto per vomitarti dalla mia bocca”
(Ap 3,15-16.).
Dio vede il tiepido nel suo stato miserevole, povero, cieco, nudo, ma questi nella sua stoltezza crede di essere nel giusto comportandosi come estraneo a Dio, guardandosi bene dal seguire i suoi insegnamenti. Il tiepido non ama rischiare, non intende compromettersi, resta indifferente davanti al bene e davanti al male che dilaga nel mondo. Non riesce o non vuole accorgersi che in tal modo diventa un colluso
e il colluso è corresponsabile perché con la sua indifferenza, col suo silenzio col suo disimpegno
favorisce il male, lo foraggia . . .
(GESÙ GRIDA: ‘DIO MIO,DIO MIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO? Mt 27,46)
Non basta, infatti, non odiare, non invidiare, non volere il male del prossimo, è necessario, se si vuole essere discepoli di Gesù, rinunciare a se stessi, caricarsi della croce, amare , usare misericordia, donare il perdono. (GESÙ GRIDA: ‘PADRE, PERDONA LORO, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO’ Lc 23,34).

È il “Si” a Dio che fa di noi dei veri discepoli di Gesù,
beati perché amati da Dio e forgiati dall’amore di Dio
a spendere la vita per amore:
“ Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. (Mt 8,11-12)
Il nostro sì a Dio è il sì dell’amore, del servizio, della gentilezza, del sorriso, dell’aiuto, dell’assistenza, dell’ascolto, della solidarietà, dell’accompagnamento, della condivisione, della misericordia, del perdono. (GESÙ GRIDA: ‘TUTTO È COMPIUTO’ Gv 19,30)
La fiamma dell’amore ha bisogno di essere continuamente alimentata; alimento primo e indispensabile è l’abbandono fiducioso tra le braccia
di Dio. Un cuore che ama riposare nel cuore di Dio
è un cuore che brucia di amore e diffonde amore.
(GESÙ GRIDA: ‘DONNA ECCO TUO FIGLIO, ECCO TUA MADRE’ ( Gv 19,25-27)
La persona, carcerata dalla tiepidezza, difetta della luce della fede e del calore dell’amore, ha il grigiore di un cielo annuvolato dove il sole fa fatica a penetrare.
Il segreto di una fede vera e non di facciata sta nel liberarci dalla tiepidezza, perniciosa patologia dell’anima, purtroppo assai diffusa.
L’uomo di fede sa per certo che non è solo in questo mondo, Dio è presente nella sua vita e non lo abbandona mai, è sua forza e suo sostegno, il suo amore è per sempre, tutto concorre per il suo bene e nulla avviene per caso, non è in balia del cieco destino perché tutto è sorretto e guidato dalla Provvidenza, il cielo è la sua patria e la gioia senza fine lo attende. Bella e preziosa risulta la vita di chi accoglie la fede, dono di Dio , e di questo dono rende testimonianza nel mondo, anche a costo di dover affrontare il martirio.
(GESÙ GRIDA: ‘PADRE, NELLE TUE MANI CONSEGNO IL MIO SPIRITO’ Lc 23,46).

“Voi mi sarete testimoni a Gerusalemme, nella Samaria
e fino agli estremi confini della terra” (At 1,8).
CARISSIMI . . . accogliamo la sfida!
Si, Proprio quando sembra che il mondo ci sta crollando addosso, non vien meno la certezza di essere al sicuro tra le braccia di Dio.
(‘PERCHÉ CERCATE TRA I MORTI COLUI CHE È VIVO? NON È QUI, È RISUSC ITATO’ Lc 24,5)
Gli apostoli erano in barca e con loro c’era anche Gesù che, fiaccato dalla stanchezza, si era addormentato.
Scatenatasi all’improvviso una tempesta, gli apostoli furono presi dalla paura e svegliarono Gesù dicendogli
“ Salvaci perché periamo” (Mt 8,25).
Gesù comandò ai venti ed al mare di calmarsi e subito
si fece bonaccia. “Perché avevate paura, uomini di poca fede?” (Mt 8,26) fu il rimprovero di Gesù agli apostoli.
“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?” (Rom 8,31-37).
CARISSIMI, camminare insieme con Gesù è schierarsi, è vincere la tiepidezza e l’indifferenza.
Soprattutto è colorare la propria storia e quella degli altri con i colori dell’arcobaleno sperimentando che è vero il canto della notte di Pasqua : “Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa” grazie a te, a me, a noi, grazie al ‘SI’ a Dio che fa di noi dei veri figli suoi,
dei veri discepoli di Gesù e veri templi dello Spirito Santo.
Amore ottimista . . .
(cfr F. Miccichè, Declina l’Amore, Ed. Vaticana,pp.145-151)

 

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